Esportare dalla Svizzera rappresenta una concreta opportunità di crescita grazie alla rete di accordi di libero scambio che consentono di ridurre o azzerare i dazi nei mercati partner, in particolare nell’Unione Europea. Per sfruttare pienamente questo vantaggio competitivo è però essenziale determinare correttamente l’origine preferenziale delle merci.
L’origine preferenziale è lo status che consente a un prodotto esportato di beneficiare di dazi ridotti o azzerati grazie a un accordo di libero scambio tra due Paesi.
Nel caso della Svizzera, l’origine preferenziale permette l’accesso agevolato ai mercati dell’Unione Europea e ad altri Paesi partner, secondo gli accordi vigenti (es. CH–UE, Convenzione PEM).
L’origine preferenziale rappresenta un vantaggio competitivo concreto per le aziende che esportano dalla Svizzera: consente di ridurre o azzerare i dazi doganali, migliorando direttamente i margini e il prezzo finale del prodotto. Questo aumenta la competitività commerciale e facilita l’accesso ai mercati UE.
Inoltre, una gestione corretta dell’origine contribuisce a rendere più efficiente e strategica l’intera supply chain internazionale.
La Svizzera ha siglato una vasta rete di accordi di libero scambio (ALS), disponendo di oltre 35 accordi con più di 45 partner commerciali al di fuori dell'Unione Europea.
Per determinare correttamente l’origine preferenziale di un prodotto destinato all’esportazione, è essenziale partire da un’analisi dettagliata della realtà aziendale. In questo caso, parliamo di un’azienda con sede produttiva in Svizzera, specializzata nella fabbricazione di apparecchi di distillazione, nello specifico evaporatori rotativi sottovuoto.

Il calcolo dell’origine preferenziale richiede un processo strutturato in più fasi.
La prima domanda è fondamentale: l’origine preferenziale esiste solo se tra la Svizzera e il Paese di destinazione è attivo un accordo di libero scambio.
Nel nostro caso: Svizzera → Unione Europea.
Esiste quindi un accordo bilaterale CH–CEE.
Occorre verificare:
Per l’UE, l’accordo CH–CEE è valido.
Si analizzano le prime quattro cifre del sistema armonizzato (HS).
Nel caso in esame:
Questa classificazione determina la regola di origine applicabile.
La regola cambia radicalmente se l’azienda produce e trasforma oppure si limita a commercializzare. Nel nostro caso, l’azienda fabbrica e assembla l’evaporatore in Svizzera. Questo è un elemento decisivo.
Consultare la lista dell’accordo CH–CEE, facendo riferimento all’elenco delle lavorazioni e trasformazioni richieste (documento R-30, Accordi di libero scambio, colonna V, riga CEE) e procedere con una corretta interpretazione delle regole indicate.

Le prime due colonne dell’elenco descrivono il prodotto ottenuto.
La prima colonna indica la voce o il numero del capitolo del sistema armonizzato, mentre la seconda riporta la designazione delle merci usata in detto sistema per tale voce o capitolo. Ad ogni prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nelle colonne 3 .
Note:
Se la colonna (3) riporta due norme alternative, separate dalla congiunzione "oppure", l'esportatore può scegliere quale utilizzare.
Nel nostro caso utilizzeremo quella relativa al valore ( non superiore al 50% i materiali non originari).
In alcuni casi la voce che figura nella colonna (1) è preceduta da "ex": ciò significa che le norme della colonna (3) si applicano soltanto alla parte di voce descritta nella colonna (2).
Le note introduttive ci riportano a considerare le regole della lista presenti per la voce ex Capitolo 84 , poiché la voce 8419 non è ripresa nell’elenco.


Il criterio della colonna (3) è rispettato, i materiali non originari incidono per il 20% .
Il prodotto è di origine preferenziale Svizzera
L’esportatore può richiedere il rilascio di un certificato di origine EUR1 oppure attestare l’origine con dichiarazione su fattura. (link articolo dedicato)
Il calcolo dell’origine preferenziale richiede competenza tecnica e corretta applicazione degli accordi di libero scambio. Per evitare errori e garantire certificazioni conformi, affidati a Carugati SA, esperta in origine preferenziale ed esportazioni dalla Svizzera.

No, per ottenere l’origine preferenziale in Svizzera, il prodotto deve rispettare le regole di lavorazione o trasformazione stabilite nell’accordo di libero scambio.

L’origine preferenziale dà diritto a vantaggi tariffari; quella non preferenziale serve solo a identificare il Paese di produzione.

Il certificato EUR1 viene usato quando il prodotto soddisfa le regole di origine e l’accordo tra i Paesi prevede il rilascio del certificato e quando la spedizione supera i 6.000€.

La convenzione PEM è un sistema di cumulo paneuromediterraneo che disciplina le regole di origine tra i Paesi aderenti.

Dubbi sulla dichiarazione di origine della merce e la compilazione del relativo certificato? Leggi la nostra guida completa.

Gli errori più frequenti includono una classificazione doganale errata, la mancata analisi della distinta base, un’interpretazione scorretta delle regole previste nel documento R-30, l’utilizzo improprio della dichiarazione su fattura e il mancato aggiornamento degli accordi di libero scambio applicabili. Queste criticità possono comportare la perdita dei benefici tariffari e contestazioni doganali.

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